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Nel 730 spazio all’Imu

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IMU

Con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 15/01/2013 è stato approvato il mod. 730/2013 relativo ai redditi 2012. Di seguito si riporta la prima circolare dedicata alle novità più significative, tenendo presente anche le recenti modifiche apportate dalla stessa Agenzia con il provvedimento del 4/03/2013.

La sintesi della seconda circolare sarà pubblicata martedì prossimo, 2 aprile.

Frontespizio

Nel Frontespizio dopo i campi dedicati al domicilio fiscale al 31/12/2012, si rileva l’introduzione della nuova casella «Casi particolari add.le regionale». La casella va barrata esclusivamente dai soggetti che hanno domicilio fiscale in Veneto per poter beneficiare dell’aliquota agevolata pari allo 0,9% per seguenti soggetti: disabili ex art. 3, Legge n. 104/92, con un reddito imponibile 2012 non superiore a 45 mila euro; contribuenti con un familiare disabile ai sensi della citata Legge n. 104/92, fiscalmente a carico con un reddito imponibile 2012 non superiore a 45 mila euro. Se il disabile è fiscalmente a carico di più soggetti l’aliquota agevolata (0,9%) è applicabile a condizione che la somma dei redditi delle persone di cui è a carico, non sia superiore a 45 mila euro.

Quadro A «Redditi dei terreni»

Nel quadro A, sono state recepite le novità collegate all’Imu. In particolare l’art. 8, comma 1, dlgs n. 23/2011, prevede che l’Imu sostituisce per la componente immobiliare: «l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati…». Di conseguenza, come precisato anche nelle istruzioni del mod. 730/2013 il reddito dominicale (derivante dal semplice possesso del terreno), per i terreni non affittati, non è assoggettato a Irpef e relative addizionali; il reddito agrario (derivante dall’esercizio dell’attività agricola) va assoggettato a Irpef e relative addizionali; ai terreni esenti Imu anche se non affittati va applicata, se dovuta, l’Irpef e relative addizionali.

Terreni in affitto

Le predette agevolazioni non sono applicabili ai terreni dati in affitto poiché in tal caso il terreno è posseduto ma non condotto dal coltivatore diretto o Iap.

Come evidenziato dal Mef nella circolare 18/5/2012, n. 3/DF, tale «regola» (necessità della contemporanea presenza del possesso e della conduzione) trova un’eccezione per i terreni incolti e nel caso in cui uno dei suddetti soggetti abbia costituito una società alla quale concede in affitto/ comodato un terreno ma che in qualità di socio continua a coltivare direttamente.

Socio di società semplice

Inoltre, per effetto dell’introduzione dell’Imu, sempre nel quadro A sono stati introdotti due nuovi codici da indicare a colonna 2: codice 5 va utilizzato per indicare il reddito dominicale e/o agrario imponibile ai fini Irpef attribuiti dalla società. Il reddito dominicale va indicato a col. 1 «reddito dominicale» e il reddito agrario a col. 3 «reddito agrario»; codice 10 va utilizzato per indicare il reddito dominicale non assoggettabile ad Irpef attribuito dalla società derivante da terreni non affittati assoggettati a Imu. L’importo va indicato a col. 1 «reddito dominicale».

Nei predetti casi non vanno indicati i giorni e la percentuale di possesso.

Quadro B «Redditi dei fabbricati»

Per i fabbricati non locati l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali.

Pertanto, come precisato anche nelle istruzioni del mod. 730/2013: il reddito fondiario dei fabbricati non locati, compresi quelli concessi in comodato gratuito, non è assoggettato ad Irpef e relative addizionali; ai fabbricati esenti Imu anche se non locati va applicata, se dovuta, l’Irpef e relative addizionali. In tal caso va barrata la nuova col. 12 «Esenzione Imu».

Abitazione principale parzialmente locata

L’unità immobiliare in parte utilizzata come abitazione principale e in parte concessa in locazione è assoggettata: soltanto ad Imu, qualora l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% sia maggiore rispetto al canone annuo di locazione (al netto della riduzione spettante, ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di applicazione della cedolare secca); sia ad Imu che ad Irpef (in merito alla locazione), nel caso in cui il canone annuo sia superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%.

Immobili di interesse storico/artistico

Per gli immobili di interesse storico / artistico concessi in locazione il relativo reddito è costituito dal maggiore importo tra rendita catastale rivalutata (del 5%), ridotta del 50%; canone ridotto del 35%. Per l’immobile di interesse storico / artistico locato è stato introdotto il nuovo codice «4» da inserire nella col. 5 «codice canone», al fine di evidenziare che il canone va ridotto del 35%. In tal caso a col. 6 «canone di locazione» va riportato il canone annuo nella misura del 65%. Se tali immobili non sono locati, non trova più applicazione il regime agevolato ex art. 11, legge n. 413/91 (minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è situato il fabbricato), ora va dichiarata la rendita «effettiva» ridotta al 50%.

Quadro C «Redditi di lavoro dipendente e assimilati»

Nel quadro C si segnala l’introduzione della casella «Rientro in Italia» la quale va compilata solo se il sostituto d’imposta non ha potuto riconoscere l’agevolazione ed il contribuente intende fruirne direttamente in dichiarazione; nel dettaglio va indicato uno dei seguenti 2 codici: 1 per usufruire dell’agevolazione prevista per i lavoratori dipendenti che rientrano in Italia dall’estero.

Se il contribuente è in possesso dei requisiti di cui alla Legge n. 238/2010, i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 20% per le lavoratrici o del 30% per i lavoratori. 2 per usufruire dell’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori non occasionalmente residenti all’estero e che ivi abbiano svolto documentate attività di ricerca / docenza presso centri di ricerca pubblici / privati / Università, per almeno 2 anni continuativi.

L’istituzione del nuovo codice 4 (da indicare a colonna 1, righi da C1 a C3), relativo a redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi da persone residenti in Italia; se nella predetta col. 1 è stato indicato il codice 4, a col. 3 «reddito» va riportato l’intero ammontare dei redditi percepiti, compresa la quota esente.

Per il 2012, come previsto dall’art. 29, comma 16-sexies, dl n. 216/2011, i predetti redditi sono imponibili per la sola parte eccedente 6.700.

Ai sensi dell’art.29, comma 16-sexies, dl n.216/2011, in presenza di tali redditi è necessario rideterminare l’acconto dovuto per il 2013, in quanto il 2012 è l’ultimo anno in cui viene riconosciuta l’agevolazione. A tal fine nel reddito complessivo confluirà anche la quota esente

Nella Sezione I «Redditi di lavoro dipendente e assimilati» devono essere indicati anche gli assegni corrisposti dalla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale e dalla Chiesa apostolica in Italia per il sostenimento totale o parziale dei propri ministri di culto.

Dal 2013, il Cud dell’Inps è telematico. Per maggiori informazioni si prega di visionare la nostra circolare n.03 del 01/03/2013.

Con comunicato stampa del 22 febbraio 2013, l’Agenzia delle entrate ha comunicato che «i sostituti d’imposta non sono obbligati a indicare i redditi esenti da loro erogati nella nuova annotazione BQ del Cud se i sistemi informativi di cui dispongono non consentono di ottenere questo dato entro il 28 febbraio, termine entro il quale va rilasciata la Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati».

Fonte: ItaliaOggi
La riproduzione è riservata.


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